Il dietrofront della FED e le prospettive per l'obbligazionario USA

26/06/2019

Il dietrofront della FED e le prospettive per l'obbligazionario USA

di Redazione Advisor

La News

Ricordate quando i mercati azionari erano in caduta libera e la Federal Reserve alzava impavidamente i tassi ogni tre mesi? Succedeva appena sei mesi fa. Molto è cambiato in così poco tempo. Ecco cosa ne pensano i gestori di Capital Group.

 

Le tensioni commerciali si sono inasprite, i rischi geopolitici sono aumentati e un numero crescente di segnali indica che l'economia globale potrebbe perdere slancio. La Fed ha risposto con un drastico dietrofront del suo orientamento monetario, portando a un brusco rialzo dei tassi d'interesse.

 

Il rendimento del Treasury decennale di riferimento ha perso 72 punti base dal picco del 2,79% di gennaio, portandosi al minimo del 2,07% a inizio giugno. I mercati ritengono ora imminenti degli interventi al ribasso sui tassi. Benché le dispute commerciali abbiano catalizzato l'attenzione, i dati economici hanno segnato un indebolimento negli Stati Uniti, in Europa e in Cina. La produzione industriale cinese è calata, scendendo sul livello più basso degli ultimi 17 anni a inizio 2019.

 

Perché la Fed ha fatto dietrofront?

 

Appena un anno fa, la Fed sembrava pronta a innalzare il tasso sui Fed Fund ben oltre la soglia del 3%. Ma l'aumento esponenziale della volatilità azionaria di fine 2018 ha fatto cambiare velocemente idea ai funzionari della banca centrale. Il mercato ritiene che il tasso del 2,5% sui Fed Fund fissato l'anno scorso rappresenti il picco dell'attuale ciclo. E noi?

"Non è passato molto tempo da quando la Fed parlava di tre-quattro rialzi dei tassi nel 2019, e ora il mercato ingloba nei prezzi due tagli quest'anno e due il prossimo", spiega Mike Gitlin, Responsabile del Reddito fisso di Capital Group.

 

L'orientamento accomodante dalla Fed ha innescato un rally generalizzato nei mercati azionari e creditizi. Le banche centrali sembrano intenzionate a contrastare più strenuamente il prossimo rallentamento, piuttosto che limitarsi ad accettare l'inevitabile.

 

Attenzione alla curva dei rendimenti

 

Una delle massime preoccupazioni degli investitori è la curva dei rendimenti. Quando il differenziale tra i Treasury a due e 10 anni diventa negativo ("curva invertita") spesso si è in presenza di tensioni economiche o di una vera e propria recessione. La curva non ha ancora raggiunto il punto d'inversione, ma vi si sta avvicinando.

 

"Con la Fed più disposta a tagliare i tassi d'interesse e la possibilità che i dazi facciano salire l'inflazione, posizionare i portafogli in vista di una curva dei rendimenti più ripida ha assolutamente senso secondo me", afferma il portfolio manager Ritchie Tuazon.

 

"Negli ultimi 10 anni, le società si sono indebitate per effettuare grandi acquisizioni, ricomprare azioni proprie, aumentare i dividendi e investire nelle loro attività", prosegue Atluri. "Tuttavia, quando il mercato creditizio inverte rotta e la fase conclusiva del ciclo si trasforma in una recessione, alcune di queste società scoprono che i loro flussi reddituali non riescono a coprire tutto il debito che hanno emesso. Gli investitori che si sono concentrati sul rischio di tasso d'interesse e si sono orientati sui fondi obbligazionari a maggior rendimento potrebbero scoprire che i loro portafogli hanno ampie esposizioni a molte di queste società."