Il segreto del successo è quello di non possedere nulla, ma controllare tutto. Nelson Rockefeller
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13/06/2019

Gestione di portafogli: cos'ha in comune con il golf?

di Advisor Professional

La News

Che cosa hanno in comune un golfista e un gestore di portafoglio?

Molto poco, apparentemente.

In realtà non è così. Ci spiega il perché Leslie Delany dell'Applied Equity Advisors team di Morgan Stanley IM.

C’è una vecchia barzelletta sul golf che dice:
 

"Un imbroglione e il suo gorilla di 450 chili convincono uno sprovveduto golfista a scommettere 1.000 dollari che non riuscirà a battere il gorilla in una partita di golf. Sicuro di sé, il golfista accetta la scommessa e poi guarda attonito il gorilla che colpisce un drive di 400 metri che si ferma a quindici centimetri dalla bandierina della prima buca.

L’imbroglione ridacchia e dice: “Te l’avevo detto che questo gorilla sa giocare a golf. Senti, mi sembri una brava persona. Dammi 500 dollari e annulliamo la scommessa”. Il golfista sollevato accetta l’offerta e acconsente a finire la partita per divertimento.

Mentre si avvicinano al primo fairway, il golfista chiede: “A proposito, com’è il putt del gorilla?”

L’imbroglione risponde: “Esattamente come il drive. Dritto come una freccia, e per 350 metri!”

 

Qual è, dunque, la lezione da tenere a mente?

Come ben sanno tutti i golfisti non è possibile colpire ogni palla allo stesso modo. Nell’area del tee vengono spesso usati i legni, nel fairway i ferri, nella sabbia i wedge e nel green i putter. 

La vera domanda però è questa:

cosa succede se la palla si ferma nel rough alto a un metro dal green?

Alcuni golfisti useranno un wedge, altri un ferro sette ad angolo chiuso e altri continueranno a usare un putter a seconda di diverse variabili, tra cui l’altezza e lo spessore del rough, il pitch e la velocità del green, nonché le condizioni meteo.

In sostanza, dunque, i grandi golfisti devono essere abbastanza flessibili ed esperti da poter fare uno qualunque di questi tiri (e altri ancora) a seconda di diversi fattori. Lo stesso può valere per i gestori di portafoglio e il loro approccio alla gestione dei capitali.

 

L'approccio di Morgan Stanley IM

Come approcciare dunque gli investimenti azionari?

Partiamo da un dato significativo: la ricerca dimostra che nell’ultimo ventennio i fattori generali di mercato hanno trainato circa il 65% dei rendimenti relativi dei gestori che operano sui mercati azionari globali, mentre il restante 35% è rappresentato dalla selezione dei titoli.

Consapevole del fatto che il posizionamento dei portafogli è stato determinante per gran parte dei rendimenti, Applied Equity Advisors utilizza un processo d’investimento flessibile ma rigoroso che funziona grazie a due separati motori di ricerca:

1) il Factor Timing Engine di proprietà del team, progettato per individuare il posizionamento rispetto ai fattori generali di mercato;

2) lo Stock Selection Engine, uno strumento più connesso alla selezione dei singoli titoli e coerente con la filosofia di investimento dell'Applied Equity Advisors team che mira a scegliere quelle società da inserire nel portafoglio che permettano di raggiungere il posizionamento desiderato in termini di fattori a livello di regione e di stile.

Applied Equity Advisors ritiene, infatti, che avere la flessibilità di posizionare in modo intelligente il portafoglio, orientandolo a favore o a scapito di un determinato stile o di una specifica area geografica, a seconda dell’inclinazione dei mercati azionari, costituisca un elemento di differenziazione fondamentale dell'approccio alla gestione dei capitali.

In sostanza, dunque, nel proprio approccio, i grandi golfisti e i gestori di portafoglio necessitano sia di flessibilità che di esperienza.

Come nel caso della partita fittizia con il gorilla, i grandi golfisti devono essere in grado di colpire drive lunghi e diritti dal tee. Tuttavia, non andranno lontano nel torneo se questo è l’unico tiro che riescono a fare. Inoltre, devono essere in grado di muoversi tra i dogleg con una combinazione di draw e fade e devono saper colpire la palla più in basso quando giocano controvento. Necessitano di un approccio flessibile e migliorano solamente con la pratica e l’esperienza.

Analogamente, i gestori migliori sono quelli abbastanza flessibili ed esperti da poter “centrare” l’alfa, a fronte di qualsiasi tipo di fattori generali di mercato e, fatto altrettanto importante, da riuscire a selezionare i titoli senza essere vincolati da uno stile fisso

 

 

 

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