Per la maggior parte dei ricchi, il principale piacere della ricchezza consiste nello sfoggiarla. Adam Smith
avatar

21/05/2019

USA VS CINA: il rischio più grande? La paralisi

di Advisor Professional

La News

Sempre più serrato il confronto tra Stati Uniti e Cina con Donald Trump che non perde occasione di attaccare e la Cina che, forte della sua maggiore stabilità interna e delle misure economiche che ancora può attuare, prende tempo. L'approfondimento a cura di Olivier de Berranger – Deputy CEO de La Financière de l'Echiquier.

 

Trump attacca...

Dopo il rientro fragoroso sulla scena borsistica della scorsa settimana Donald Trump ha, infatti, ancora una volta monopolizzato le prime pagine dei giornali.

Nell'ordine:

1) ha ribadito a gran voce le sue dichiarazioni poco affabili e le sue minacce appena velate nei confronti della Cina, ripetendo che Pechino aveva "rotto l'accordo";

2) ha accolto con favore l'introduzione dei nuovi dazi e ha messo in guardia di fronte a un accordo più difficile da raggiungere dopo una sua potenziale rielezione, motivo per cui, anche se alcune sue affermazioni si tingessero di note più positive, continua complessivamente a prevalere l’impostazione belligerante;

3) ha firmato un decreto che vieta agli operatori americani delle telecomunicazioni di comperare attrezzature presso società straniere ritenute a rischio; questo decreto, adottato per motivi di "emergenza nazionale", prende direttamente di mira la Cina e, in primis, il gigante Huawei e, benché fosse previsto da tempo, il provvedimento assume un sapore diverso alla luce delle nuove tensioni in atto. 

4) ha rinviato di sei mesi ogni sua decisione relativa a un’eventuale applicazione dei dazi alle automobili e ai pezzi di ricambio europei e giapponesi, informazione interpretata dai mercati come il ritorno di un Trump più incline a "negoziare".

 

...e la Cina?

Secondo De Berranger, sarebbe tuttavia sbagliato analizzare la situazione attuale alla luce del solo posizionamento di Donald Trump e delle sue dichiarazioni. La risposta cinese è, in effetti, altrettanto importante. 

Come si è mossa dunque la superpotenza asiatica?

Durante il fine settimana, Pechino ha raffreddato l’eccessivo ottimismo degli investitori sottolineando il poco interesse a proseguire le trattative a causa della recente mancanza di sincerità di Donald Trump. Non è stata fissata, finora, alcuna data per la ripresa dei negoziati, se non un potenziale incontro tra Trump e Xi Jinping al G20 i 28 e 29 giugno prossimi.

Queste dichiarazioni dimostrano che la Cina potrebbe essere tentata di fare melina.

Infatti, secondo l'esperto de La Financière de l'Echiquier, anche se 325 miliardi di dollari di prodotti cinesi aggiuntivi sono minacciati da una sovrattassa, il margine di manovra degli Stati Uniti si riduce ad ogni nuovo aumento dei dazi. 

Afferma, perciò, de Berranger:

"E' difficile immaginare che Washington possa aumentare ulteriormente i dazi o ricorrere a un boicottaggio massiccio dei prodotti cinesi data l'importanza delle relazioni che molte aziende americane intrattengono con la Cina. Inoltre, sebbene l'impatto di questi ulteriori dazi sull'economia cinese sia reale, rimane tuttavia contenuto e potrà essere compensato dall'attuazione di misure di stimolo economico. Del resto, la Cina non è condizionata da prospettive elettorali e la fermezza dei suoi leader in materia è sostenuta dalla popolazione. La situazione è diversa per Donald Trump che sta preparando la sua rielezione, per la quale un accordo con la Cina rappresenterebbe una risorsa importante."

Più che una rottura unilaterale dei negoziati o un'escalation delle rappresaglie, dunque, il rischio centrale è la paralisi, una situazione questa che non depone mai a favore dei mercati.

 

 

#weekly+update vuoi saperne di più? Clicca qui!

 

CONTENUTI CORRELATI:
  • Dazio su dazio: come reagiranno i mercati?
    20/05/2019 Dazio su dazio: come reagiranno i mercati? Dopo l’annuncio da parte degli Stati Uniti dell’aumento dei dazi dal 10% al 25% su prodotti cinesi per un valore di 200 miliardi di dollari, la risposta della Cina non si è fatta attendere con l’annuncio di contromisure su 60 miliardi di dollari di esportazioni americane a partire dal 1° giugno. Che impatto avranno i nuovi dazi e come reagiranno i mercati?
  • Tregua per l
    20/05/2019 Tregua per l'Europa sullo sfondo della Trade War In una settimana piena di colpi di scena e cambi improvvisi di direzione, il dialogo commerciale in corso tra Cina e Stati Uniti è divenuto decisamente complicato. L'approfondimento a cura di Edmond de Rothschild AM...
  • Scontro Usa-Cina: quanto peseranno i dazi?
    20/05/2019 Scontro Usa-Cina: quanto peseranno i dazi? Fino a due settimane fa sembrava che i negoziati commerciali tra Cina e Stati Uniti stessero andando bene, tanto che i mercati andavano a gonfie vele e si pensava al raggiungimento di un accordo. Ma nel giro di 15 giorni il vento è cambiato con Trump che ha deciso di alzare nuovamente i dazi su 200 miliardi di USD di merci provenienti dalla Cina dal 10% al 25%. In tale scenario può essere utile conoscere le prospettive di un insider come Steve Watson, gestore di portafoglio di Capital Group. In quanto abitante di Hong Kong il gestore detiene un punto di osservazione privilegiato da cui assistere all'estenuante disputa commerciale tra Stati Uniti e Cina.
DALLO STESSO PARTNER:
  • futuro-mercati_last.jpg
    19/06/2019 Il futuro dei mercati? G20 e FED disegneranno il futuro advisorprofessional Le incertezze dei mercati sono determinate principalmente dalla guerra dei dazi tra USA e Cina. In questo scenario geopolitico l’incontro tra Xi Jinping e Trump al G20 e le prossime due riunioni della FED acquisiscono sempre maggiore importanza.
  • equity.jpg
    13/06/2019 Investimenti contrarian condannati? La lezione di Buffett advisorprofessional Nel nuovo contesto di investimento che si sta delineando L’investimento contrarian è condannato o ha semplicemente cambiato natura? Per navigare in questo nuovo mondo polarizzato, diventa cruciale disporre di nuovi punti di riferimento. Quali? La parola a Olivier de Berranger, Deputy CEO de La Financière de L'Echiquier.
  • fed ny.jpg
    11/06/2019 Banche centrali dovish? Meglio non esagerare con l'ottimismo advisorprofessional Al termine di un mese di maggio piuttosto difficile, l’inizio di giugno si è rivelato decisamente più positivo sui mercati azionari. Possiamo parlare di un periodo di tregua nella guerra commerciale o piuttosto di dati macroeconomici in miglioramento? Non proprio. Ecco perché secondo Olivier de Berranger – Chief Investment Officer de La Financière de L'Echiquier...
  • dazi_usa_cina.jpg
    05/06/2019 Chi si arrenderà per primo: la Fed o gli investitori? advisorprofessional L’ottimismo degli ultimi mesi si è sgretolato, anche a causa della guerra commerciale firmata USA. Il commento di Olivier de Berranger, Chief Investment Officer de La Financière de L'Echiquier