Quando si tratta di denaro, non devi mai essere il primo a parlare di cifre. Sceicco Ahmad Zaki Yamani
avatar

23/04/2019

4 Motivi per credere nei semiconduttori

di Advisor Professional

La News

Dopo anni di solida crescita dei ricavi e di forte domanda di processori, il settore dei semiconduttori si trova oggi a dover fare i conti con la sua natura ciclica. Ma non è il momento di disperarsi: dopo due anni di crescita era lecito aspettarsi un rallentamento come quello della seconda metà del 2018. Infatti, come spiegato dal team di Capital Group, i semiconduttori rappresentano il fulcro dell'innovazione tecnologica, tanto che nei prossimi anni assisteremo a un ritorno su livelli di crescita moderati, intorno al 7-5%. Ecco allora quattro motivi per cui il settore dei semiconduttori rimane un terreno di caccia allettante in termini di opportunità d'investimento, malgrado la volatilità degli ultimi mesi:

1. L'"Internet delle cose" non è una cosa da poco

La domanda proveniente da produttori di smartphone come Apple e Samsung sembra effettivamente in decelerazione, ma altre tipologie di costruttori continuano a potenziare le caratteristiche tecnologiche dei loro prodotti. Ad esempio, ricorda il team di Capital Group, oggi come oggi un'auto media ha più di 30 circuiti integrati, mentre le vetture di lusso ne montano oltre 100. Nel settore delle apparecchiature medicali, l'adozione è stata più lenta a causa di fattori normativi, ma il potenziale di crescita è notevole, soprattutto nel campo della chirurgia robotica. I prodotti di consumo connessi a Internet stanno diventando sempre più onnipresenti. I cellulari Android e iPhone sono ormai in grado di controllare qualsiasi cosa al semplice tocco di un pulsante, dai sistemi di allarme domestici agli impianti di irrigazione da giardino. Esistono frigoriferi che ordinano la spesa online prima ancora di poterci accorgere che abbiamo finito il latte. Tutti questi prodotti necessitano di processori più piccoli e più specializzati per poter svolgere funzioni del genere.

2. La rivoluzione 5G è alle porte

La migrazione al 5G – la rete mobile di quinta generazione – sta avvenendo in questo preciso momento. A primo acchito, può apparire come un cambiamento evolutivo, ma secondo gli esperti di Capital Group rappresenterà una vera e propria rivoluzione tecnologica. Tra qualche mese i dispositivi saranno in grado di "parlarsi" quasi istantaneamente e quando, tra qualche anno, arriveremo a livelli di adozione diffusi, il 5G aprirà le porte a nuovi modelli operativi precedentemente inconcepibili. Le applicazioni di intelligenza artificiale e i dispositivi per la realtà virtuale prolifereranno in un tale contesto, e richiederanno chip molto avanzati per alimentare l'innovazione.

 

CONTENUTI CORRELATI:
  • Zona Euro: flessione o recessione?
    17/04/2019 Zona Euro: flessione o recessione? Dopo una lunga serie di delusioni nel 2018 i dati economici dell’Eurozona sono stati finora molto contrastanti. Tuttavia, secondo il team di Amundi AM la situazione dovrebbe migliorare nei prossimi trimestri, grazie alla combinazione di diversi elementi. Quali? Scoprilo nell'infografica!
  • Quando finirà il limbo della Brexit?
    17/04/2019 Quando finirà il limbo della Brexit? I versi della Divina Commedia raccontano dell'ingresso di Virgilio e Dante nel limbo, viene da chiedersi se al suo interno vi rientrebbe la Brexit, di cui sembra non scorgersi il termine o se, come accaduto per i patriarchi nel testo dantesco, possiamo ancora sperare in una sua fuorisucita dallo stallo...
  • Equity Europa: un
    17/04/2019 Equity Europa: un'opportunità di investimento per il lungo periodo Le azioni europee sono la grande asset class trascurata. Ma Dylan Ball, Head of European Equity Strategies, Templeton Global Equity Group, ritiene che nell'attuale contesto di investimento si possano individuare alcune opportunità per gli investitori di lungo termine. Ecco quali e per quali motivazioni...
DALLO STESSO PARTNER:
  • usa - bici.jpg
    20/05/2019 Scontro Usa-Cina: quanto peseranno i dazi? advisorprofessional Fino a due settimane fa sembrava che i negoziati commerciali tra Cina e Stati Uniti stessero andando bene, tanto che i mercati andavano a gonfie vele e si pensava al raggiungimento di un accordo. Ma nel giro di 15 giorni il vento è cambiato con Trump che ha deciso di alzare nuovamente i dazi su 200 miliardi di USD di merci provenienti dalla Cina dal 10% al 25%. In tale scenario può essere utile conoscere le prospettive di un insider come Steve Watson, gestore di portafoglio di Capital Group. In quanto abitante di Hong Kong il gestore detiene un punto di osservazione privilegiato da cui assistere all'estenuante disputa commerciale tra Stati Uniti e Cina.
  • traffico.jpg
    03/05/2019 Quando finirà il mercato toro? advisorprofessional Lo scorso 9 marzo è passato inosservato ma i più attenti si saranno sicuramente ricordati di brindare per l’anniversario del mercato toro americano, il decimo per la precisione. 10 anni sono molti, al punto che molti investitori hanno iniziato ad interrogarsi circa la vita residua di tale “festa”. Sembrava che tutto dovesse finire nell’ultimo trimestre del 2018, ma le preoccupazioni degli investitori si sono attenuate con il cambio di tono della Fed cui è conseguito un ottimo inizio del 2019. Inoltre le tensioni commerciali sull’asse USA-Cina si sono affievolite. Tuttavia ricordare il passato, vicino o lontano che sia, è poco utile agli investitori, concentrati maggiormente sull’oggi e sul domani. Ci si chiede allora cosa accadrà domani. Il mercato toro continuerà a lungo? L’America continuerà a regnare incontrastata sui mercati o il resto del mondo riuscirà a recuperare terreno? Il rallentamento cinese avrà delle conseguenze sui mercati globali?
  • giappone casa.jpg
    26/04/2019 4 motivi per credere nelle azioni nipponiche advisorprofessional Se c’è una nazione ad essere uscita con le ossa rotte dal 2018 quella è il Giappone. I titoli nipponici hanno attraversato un periodo difficile soprattutto nel quarto trimestre, posizionandosi in fondo alla classifica dei mercati sviluppati della regione Asia/Pacifico. Generalmente a questo punto viene introdotta una frase avversativa, ma in questo caso non c’è alcun ma, o, per essere più precisi, ancora non c’è stato. Perché i primi mesi del 2019, forieri di ottime nuove per molte realtà, hanno fatto registrare una modesta ripresa in Giappone, lasciando le valutazioni delle azioni nipponiche su livelli modesti. Il lato positivo è che questa situazione potrebbe offrire agli investitori un ottimo punto d'ingresso, soprattutto se si considera che molti dei fattori negativi, come il rallentamento della crescita cinese, sono già stati inglobati nei prezzi. Di seguito il team di Capital Group illustra quattro motivi per cui vale la pena prendere in considerazione i mercati azionari giapponesi.