Alla base della maggior parte delle discussioni contro il mercato libero vi è una mancanza di credenza nella libertà stessa. Milton Friedman
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09/11/2018

Ambiente: ecco come ridurre gli impatti con la gestione attiva

di Advisor Professional

La News

Uno sguardo sull’ambiente

Dall’Accordo di Parigi passando per i recenti Obiettivi per lo sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite, la preoccupazione della popolazione e delle autorità circa le tematiche ambientali è sempre più viva. Quanto? Tanto da diventare oggetto di valutazione delle strategie di investimento.
Gli esperti di Natixis IM ricordano come nell'ultimo anno, per esempio, l’Articolo 173 della Legge francese sulla transizione energetica abbia introdotto l'obbligo, per gli investitori, di rendicontare gli impatti non finanziari dei loro investimenti. Questo perché:

“L’opinione pubblica sta diventando sempre più esigente nel richiedere azioni volte a contrastare i cambiamenti climatici. È ora che gli investitori istituzionali comincino a considerare gli impatti ambientali, sociali e di governance (ESG) dei propri investimenti”.

Ma esistono e, se si, quali sono le metodologie utili a misurare l’impatto ecologico di un investimento? I metodi per misurare l’impronta ecologica degli investimenti sono diversa, tuttavia generalmente non prendono in considerazione l’intero modello di business di una società. Ad esempio, sottolinea il team di gestione di Natixis IM, una misurazione limitata alle emissioni dirette e a quelle associate al consumo di energia non tiene conto delle emissioni generate lungo la catena di fornitura o nella fase di uso dei prodotti. Tale distinguo è rilevante perché una quota preponderante della carbon footprint delle società operanti nell’estrazione di gas e petrolio deriva dall’uso dei loro prodotti da parte del consumatore finale; un aspetto che generalmente non rientra nella misurazione dell'impronta ecologia. Per quanto semplice, questo esempio illustra come le sole emissioni dirette di un emittente non possano bastare a determinare il suo vero impatto sul clima. Proprio per ovviare a tale inconveniente ed in qualità di gestore patrimoniale, Mirova ritiene che la misurazione dell’impronta ecologica dei propri investimenti rappresenti un aspetto cruciale. Gli specialisti di Natixis IM hanno scelto di avvalersi della collaborazione di esperti per sviluppare una metodologia innovativa in grado di calcolare sia le emissioni generate nell’arco di un ciclo di vita sia quelle evitate. Questi dati si traducono quindi in un efficace indicatore dello scenario climatico, che aiuta a comprendere gli impatti relativi delle strategie e fornisce una tabella di marcia per riorientare gli investimenti.
 

Investimenti passivi o attivi?
 

Per quanto riguarda le questioni climatiche, gli indici esistenti hanno ancora molti progressi da compiere. Il team di Natixis IM evidenzia come la maggior parte degli indici rappresenti infatti un’economia che condurrà ad un innalzamento della temperatura media mondiale di 4,5°C - 5,5°C (rispetto al limite posto a 2°C) , con gravi effetti negativi per l'ambiente. Di conseguenza, molti fondi a gestione passiva che replicano gli indici tradizionali sono in linea con la “vecchia” economia, invece di compensarla con la “nuova” economia a basse emissioni di carbonio.
Pertanto, le strategie che fanno riferimento ai principali indici di mercato potrebbero non bastare a mitigare i vari rischi associati ai cambiamenti climatici. 

Tuttavia, rimangono diversi approcci potenziali per rendere gli investimenti più rispettosi dell’ambiente, in particolare le strategie a gestione attiva attente ai cambiamenti climatici che non sono strettamente legate agli indici.
I gestori attivi possono investire il capitale di cui dispongono in modi che tengano conto dei futuri rischi ambientali, sociali, di governance, normativi e reputazionali. Queste strategie, se ben concepite, sono in grado di autoalimentarsi: la possibilità di cogliere queste nuove opportunità di investimento consente potenzialmente di generare utili migliori nel medio periodo, mitigando nel contempo i cambiamenti climatici, che a loro volta possono assicurare utili migliori nel lungo periodo. 

 

Mirova

In Mirova, il team di Natixis IM ha lavorato per ridurre l’impatto in termini di emissioni di anidride carbonica delle strategie in modo da allinearsi con l’obiettivo di un innalzamento della temperatura globale di 2°C, senza pregiudicare la performance. Oggi, i fondi azionari consolidati sono compatibili con uno scenario di innalzamento della temperatura globale di 1,5°C, rispetto ai 2,9°C di due anni fa. Tale  risultato è stato raggiunto spingendosi oltre ciò che appare ovvio nella ricerca di opportunità di investimento, quindi non soltanto fra i produttori di impianti per le energie rinnovabili, ma anche lungo l’intera catena del valore dell’energia rinnovabile e fra le soluzioni di efficientamento energetico. Grazie a una gestione attiva ed attenta ai cambiamenti climatici delle proprie strategie diversificate e tematiche, Mirova ha ridotto notevolmente l’impatto climatico dei propri investimenti, e conseguentemente la sua esposizione ai rischi associati, il tutto nell’ottica di generare una performance sostenibile nel lungo periodo. Gli esperti di Natixis IM ricordano a tal proposito che:

“Il mondo sta cambiando, e noi con esso. La finanza può e deve svolgere un ruolo nella transizione verso la “nuova” economia e nell’evitare gli effetti più nefasti dei cambiamenti climatici, fornendo soluzioni di investimento studiate per far fronte ai rischi e cogliere le opportunità associati ad essi. Passo dopo passo, la carbon footprint degli investitori può diventare più leggera.”

 

 

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