La fatale tendenza dell'umanità di smettere di pensare alle cose quando non sono più dubbie è la causa della metà dei suoi errori. John Stuart Mill
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13/06/2018

Rialzo dei tassi: il 3 + 2 della Fed

di Advisor Professional

La News

Ridimensionamento della crescita globale, attese a rialzo del tasso d’inflazione ed un prezzo del petrolio tornato su livelli più elevati: le carte in tavola di un 2018 dai toni incerti si confermano le stesse degli ultimi tempi, seppur inserite all’interno di un gioco delle parti ove, al centro di tutto, si trovano ancora le banche centrali.

 

 

 

Politica monetaria più rigida: regole d'uso

Come sottolineato dagli esperti di Schroders, nella maggior parte delle economie sviluppate l’attesa è quella di un irrigidimento della politica monetaria. “Negli Stati Uniti, prevediamo la Federal Reserve aumenti i tassi di interesse ancora tre volte quest'anno e due nel prossimo, così da far raggiungere al costo del denaro (il tasso sui Fed funds) il livello del 3% entro la metà del 2019”.

Dal canto suo, “la Banca centrale europea (Bce) dovrebbe concludere il programma di allentamento quantitativo entro il 4 ° trimestre di quest'anno ed aumentare i tassi d’interesse tre volte nel 2019, ponendo fine all'era dei tassi a zero nella zona euro”.

Discorso in parallelo per la Banca d'Inghilterra, le cui decisioni di politica monetaria “è possibile rimarranno in sospeso fino a novembre, quando dovrebbe esser fatta maggiore chiarezza sull'esito dei negoziati sulla Brexit”.

Per quanto concerne i mercati emergenti, “ci aspettiamo che la banca centrale del Brasile eviti ulteriori allentamenti ed intraprende un graduale inasprimento di politica verso la fine del 2019. In India” hanno proseguito gli esperti di Schroders “prevediamo un irrigidimento delle condizioni monetarie leggermente più rapido del previsto data la forte dipendenza dell'economia dal petrolio. Ci aspettiamo due rialzi dei tassi quest'anno (il primo dei quali probabile avrà luogo a giugno), che porteranno i tassi al 6,5%, con due ulteriori rialzi nel 2019”.

 

Se, contrariamente alla attese, si verificasse una situazione di calo dell'inflazione e preoccupazioni crescenti legate al livello di liquidità in circolazione in Cina, la Banca popolare cinese (PBoC) potrebbe decidere di muoversi nel senso opposto, alleggerendo il coefficiente di riserva obbligatoria (RRR), il cui ammontare minimo viene utilizzato come strumento per combattere l'inflazione. Anche un taglio dei tassi in Cina potrebbe essere giustificato nel 2019, in quanto la crescita potrebbe rallentare ulteriormente a causa del sentiment dovuto alle tensioni commerciali.

 

 

Un altro anno d'espansione. Con dei "ma" all'orizzonte

In tale contesto, il dollaro USA dovrebbe rafforzarsi ulteriormente nel breve periodo, prima di indebolirsi nel 2019 quando le banche centrali al di fuori degli Stati Uniti inizieranno ad inasprire la propria politica.

In linea generale, hanno concluso da Schroders, “ci aspettiamo un altro anno di espansione per l'economia mondiale, sebbene la previsione si sia spostata nella direzione di una stagflaziona, con più inflazione e meno crescita rispetto a prima. Questo” hanno aggiunto “è il risultato dell'aumento dei prezzi del petrolio, assieme alla crescente minaccia delle guerre commerciali.

 

 

L'approfondimento completo in lingua inglese è QUI disponibile.

 

 

Gli esperti di Schroders vi aspettano alla conferenza online dal titolo "Obbligazionario: difesa o attacco? - Le soluzioni più efficaci per ogni strategia" di mercoledì 13 giugno 2018 alle ore 12:00, aula virtuale.

E' possibile registrarsi all'evento consultando l'Agenda del Consulentecliccando QUI.

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