Per la maggior parte dei ricchi, il principale piacere della ricchezza consiste nello sfoggiarla. Adam Smith
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13/02/2018

È ora di abbandonare l’investimento azionario?

di Advisor Professional

La News

L’economia mondiale è in salute, l'inflazione si sta ben comportando e la redditività delle aziende è in miglioramento. Non stupisce quindi che le azioni siano in rialzo, nonostante la forte correzione avvenuta lo scorso lunedì 5 febbraio. Ma quanto può durare ancora questo periodo di festa per le azioni globali?

L’indice US Equity Bubble elaborato dagli analisti del team multi-asset di Pictet Asset Management, ad esempio, suggerisce che il mercato potrebbe dirigersi verso una “zona di pericolo”, il che implica che le valutazioni azionarie riflettono un'esuberanza irrazionale più che i fondamentali sottostanti (l'indice Pictet US Bubble è basato sulla deviazione dalla tendenza storica di 10 indicatori: gap di credito cioè prestiti bancari/PIL, rapporto prezzo/valore contabile delle azioni statunitensi, allocazione azioni/obbligazioni, rapporto toro/orso, volatilità implicita cioè VIX inverso, afflussi azionari netti su 12 mesi, capitalizzazione di mercato in percentuale rispetto al margine di debito, volumi di fusioni e acquisizioni, fiducia dei consumatori, patrimonio finanziario delle famiglie in % del PIL).

Come indica la Figura 2, il momentum trade (l'acquisto delle azioni con il miglior rendimento) sta godendo della sua serie positiva più lunga degli ultimi 40 anni, con nove anni di utili consecutivi. Questa situazione pare insostenibile, soprattutto in quanto le Banche Centrali stanno riducendo gli stimoli e aumentando i tassi.

Detto ciò”, chiariscono Geetu Sharma, Senior Investment Manager, e Gabriele Susinno, Senior Client Portfolio Manager, “malgrado il mercato azionario rialzista paia in una fase molto matura in base a queste e molte altre misurazioni, ammettiamo che potrebbe continuare così ancora per qualche tempo. Riteniamo che gli investitori che desiderano rimanere investiti debbano evitare l'autocompiacimento, in quanto una ripresa improvvisa della volatilità potrebbe gettare scompiglio tra i mercati. L'investimento esclusivamente in titoli a bassa volatilità equivale, a nostro parere, a prendere un taxi presto per tornare a casa. Come indica la Figura 3, la natura di beta ridotto di queste azioni significa che hanno beneficiato molto poco della crescita realizzata negli ultimi 18 mesi”.

Altre strategie per proteggere i portafogli, come l'acquisto di opzioni put sul mercato azionario (opzioni di vendita) o una posizione corta sul rischio di credito, sono anch'esse difficili da implementare al momento giusto e possono diventare molto costose. L'oro, a sua volta, non è sempre una copertura affidabile.

Quindi, dove conviene investire?

Riteniamo che una delle strategie più efficaci consista nel bilanciare l'esposizione azionaria complessiva con titoli che partecipano in buona parte alle fasi rialziste del mercato, ma che denotano anche una certa resilienza in periodi di ribasso. In questo modo è possibile partecipare al party azionario fino alla fine, con minor rischio di mal di testa all'indomani”, spiegano Sharma e Susinno.

Troppo bello per essere vero?

Secondo i due esperti di Pictet Asset Management no. Come indicato dalla Figura 4, dal suo lancio nel 2012, Pictet-Global Defensive Equities ha offerto questa combinazione di resilienza nelle fasi di mercato ribassiste e buona partecipazione in quelle rialziste.

Attualmente, ai gestori del fondo interessano società che possano beneficiare del rafforzamento della crescita globale. Con l’esclusivo approccio 4P privilegiano le società che hanno un vantaggio competitivo e un potere di determinazione dei prezzi grazie ai quali possono imporre aumenti dei prezzi (produttori di liquidità), e le società con una robusta generazione di flussi di cassa per beneficiare delle opportunità di crescita dei nuovi business (aziende a crescita sostenibile).

Un aspetto cruciale quando si decide di investire in queste società è prestare sempre attenzione alle valutazioni e ai livelli di indebitamento. Evitano i segmenti di mercato affollati, che sono potenzialmente i primi a risentire in caso di un'inversione di tendenza, o le società che godono di un effetto leva troppo elevato e che quindi potrebbero risentire dei timori sulla liquidità in un contesto di tassi in risalita.

Perché questi titoli non sono maggiormente richiesti?

Sharma e Susinno ritengon che il motivo sia riconducibile a pregiudizi comportamentali persistenti in un mercato che premia più il fascino che l'affidabilità. In parole povere, queste società gestite in modo conservativo non sono attraenti come molti dei titoli puramente orientati alla crescita che dominano i titoli delle notizie sui mercati finanziari in fasi di mercato rialzista.

Forse il nostro approccio all'investimento non sarà al centro della pista da ballo durante la festa. Ma la sua natura più sostenibile e affidabile significa che potete star certi che durerà nel tempo e renderà quanto previsto, anno dopo anno”, concludono i due esperti.

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