22/05/2017

Il tempo: Monocronico e Policronico

di Nicoletta Todesco

 

Utilizza al meglio

uno dei beni più preziosi

che possiedi:
 il tempo! 

 

 

Gestire efficacemente il proprio tempo è un fattore di grande importanza.

Oggi manager, professionisti e comunque tutte le persone in genere sono figure che esprimono una complessa combinazione di ruoli interpersonali, informativi e decisionali.

Le attività sono sempre più caratterizzate da varietà e discontinuità; le pressioni dell’ambiente esterno e interno all’organizzazione rischiano di innestare stress.

Apprendere a compiere una valutazione accurata di sé, dei propri impegni, delle proprie esigenze diventa fondamentale per diventare coscienti delle proprie priorità, dei propri comportamenti e del proprio tempo.

Ogni essere umano è diverso dagli altri per cultura, linguaggio, religione, esperienze, vissuti, clima e luogo in cui è cresciuto.

Se c’è una cosa uguale per tutti è il tempo, da qui l’importanza di apprendere  la capacità di saperlo usare, dosare, pianificare e sfruttare. Questo crea gran parte delle differenze nel raggiungimento di risultati ed obiettivi tra le persone.

 

Da qui il fatto che il tempo non è solo una questione di orologio.

 

Sul tempo se sulle sue possibili “dilatazioni” abbiamo idee confuse, perché fondate su presupposti (erroneamente) assoluti: basti pensare che l'ora unificata su un territorio nazionale è una acquisizione piuttosto recente, introdotta in Italia da Vittorio Emanuele II nel 1866 per uniformare ferrovie, telegrafi e trasporti marittimi. E gli Stati Uniti arrivarono ancora dopo, nel 1883.

 

Anni fa il sociopsicologo Robert Levine della California State University compì degli studi per determinare, sulla base dell'efficienza degli uffici postali e dell'accuratezza degli orologi pubblici, il ritmo di trentuno stati sparsi nei diversi continenti (la ricerca è poi confluita in un volume uscito anche in italiano per le edizioni Fioriti, Una geografia del tempo).

 

I paesi più veloci sono risultati Svizzera, Irlanda e Germania, i più lenti Messico, Brasile e Indonesia.

 

Il Tempo può essere percepito in modo monocronico o policronico.

 

La paternità dei termini Monocronico e Policronico è dell'antropologo Edward T. Hall, secondo il quale i paesi si dividono in “monocronici” (più rigidi) e “policronici” (più fluidi).

 

Monocronici e policronici hanno entrambi i loro vantaggi: la velocità non è necessariamente la cosa migliore , e neppure la lentezza.

 

Ecco le diverse caratteristiche.

 

Alle persone di cultura monocronica:

  • piace fare solo una cosa alla volta
  • si concentrano sul lavoro
  • considerano il Tempo come un oggetto tangibile, sezionabile e lineare al quale dare molto valore
  • il valore del tempo è attribuito in un certo ordine
  • c’è tempo e luogo per ogni cosa
  • non apprezzano interruzioni
  •  non amano le distrazioni
  • amano concentrarsi sul lavoro a portata di mano
  • affrontano gli impegni in maniera molto seria
  • sono riluttanti a ritenersi creditori o debitori
  • considerano religiosamente il rispetto di un piano
  • prendono gli impegni legati al tempo (scadenze, programmazione) molto seriamente
  • agiscono in una logica a basso contesto ed hanno bisogno di molte informazioni
  • sono orientate al futuro
  • aderiscono in maniera religiosa ai piani
  • si preoccupano di non disturbare gli altri; rispettano la privacy e la esigono per se stessi
  • mostrano grande rispetto per la proprietà privata
  •  prendono in prestito o prestano con molta difficoltà
  • la puntualità è fondamentale
  • costruiscono relazioni di breve durata

 

Le Culture Monocroniche sono tipiche dei popoli anglosassoni (come gli USA, la Gran Bretagna, il Canada e l’Australia …) e di paesi del Nord Europa, come la Germania, l’Olanda, la Svizzera e la Scandinavia.

 

 

Le Culture Policroniche:

  • fanno molte cose contemporaneamente
  • si distraggono e si interrompono facilmente
  • gestiscono bene le interruzioni
  • agiscono in una logica ad alto contesto e non hanno bisogno di molte informazioni
  • sono coinvolte dalle relazioni umane e dalle persone
  • cambiano con frequenza e facilmente i piani
  • si preoccupano di coloro ai quali sono legati, tenendo in considerazione la famiglia, gli amici, e i colleghi stretti piuttosto che della loro privacy
  • le persone sono la loro principale preoccupazione (in particolare quelle strettamente legate a loro o alla loro funzione)
  • la tempestività è saldamente basata sulle relazioni piuttosto che sui compiti e sugli obiettivi, che diventano pertanto più simili a risultati desiderabili che obblighi
  • hanno la tendenza a costruire relazioni durature, per tutta la vita
  • prestano e prendono in prestito,  spesso e facilmente
  • basano il loro approccio alla puntualità sulle relazioni
  • hanno una forte tendenza a costruire relazioni che durano per tutta la vita 
  • tendono grazie alla volontà e alle capacità, a cambiare i piani spesso e facilmente
  •  L'ufficio di un manager in una cultura policronica ha tipicamente una porta aperta, un telefono che squilla e un incontro in corso tutti allo stesso tempo

 

Le Culture Policroniche, invece, sono prerogative dei Paesi del Mediterraneo, come l’Italia, dell’America Latina, dell’Africa, di Paesi Arabi e del Medio oriente, delle Filippine e di Paesi Asiatici come la Cina, il Pakistan, l’India e il Giappone. 

 

Potete pensare quindi anche ai diversi approcci nella comunicazione di questi due diversi gruppi. Ecco qualche riflessione sulle maggiori differenze di base tra i due gruppi.

 

La persona Monocronica ha difficoltà a comprendere il motivo per cui la persona policronica è interrotta da telefonate o da altre persone, non si arriva così velocemente al “dunque”.

Il policronico, al contrario, non riesce a capire il motivo per cui le attività sono isolate dall'organizzazione nel suo insieme, e perché sono misurate in relazione all’impiego del tempo al posto dell’efficienza della rete organizzativa generale. Egli pensa: come è possibile separare il tempo di lavoro dal tempo personale? Perché si lascia che qualcosa di stupido come un programma da rispettare abbia un impatto così negativo sulla qualità dei rapporti interpersonali?

 

Per le culture monocroniche, chiamate anche di basso contesto, rivestono maggior importanza le informazioni verbali e scritte, mentre il contesto in cui avviene la conversazione, il luogo e i messaggi non verbali, sono elementi trascurabili. Le culture policroniche invece (nominate culture ad alto contesto) pongono molto valore al contesto, alle emozioni, ai luoghi e alla comunicazione non verbale.

 

Tutto questo riversa un forte impatto sul team.

 

Normalmente le persone monocroniche tendono a preferire team organizzati secondo scadenze e procedure, le persone policroniche tendono a prediligere team più flessibili e meno burocratizzati.

L’equilibrio tra la dimensione monocronica e la dimensione policronica nel rapporto con il tempo rappresenta sempre un’alchimia difficile da realizzare nelle organizzazioni.

 

E’ un alchimia che si può comunque ritrovare, proprio per evitare di sprecare questa importante risorsa che è il tempo!

 

Ecco qualche consiglio per vivere al meglio, che tu sia monocronico o policronico, il tempo.

Chiediti : “Quanto vale il mio tempo?”

 

Come stabilire le  priorità
 



Un po' di semplificazione è il primo passo verso una vita razionale.
(Eleanor Roosevelt)

 

 

Fare un programma giornaliero:

Scrivere le cose da fare in ordine d’importanza:

  • IMPERATIVE
  • IMPORTANTI
  • ​FUTILI

 

Definire quanto tempo è necessario:

  • MINUTI
  • ORE
  • IMPREVISTI

 

Creare archivi d’idee, ad esempio attraverso le mappe mentali

Occupare i tempi di attesa attivamente

Imparare a dire di no

Non procrastinare

 
 
E con l’augurio che il tempo diventi un amico...

 

A presto,

Nicoletta Todesco

www.brainup.it

 

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