Per attrarre talenti è un must incrementare il capitale umano

12/10/2016

Per attrarre talenti è un must incrementare il capitale umano

di Massimiliano Ruggiero

Ma come attrarre i talenti? E come inserirli in maniera produttiva nei processi di crescita dell’organizzazione? Il primo passo è quello di investire nel “capitale umano”, che secondo l'Ocse è costituito dalle “conoscenze, le abilità, le competenze e gli altri attributi degli individui che facilitano la creazione di benessere personale, sociale ed economico”.

Il capitale umano non è il prodotto dalle abilità individuali innate ma si incrementa sia attraverso l'istruzione e la formazione professionale formale, che attraverso altre modalità di apprendimento informale ed esperienziale tipiche della vita quotidiana. Incrementare il capitale umano in una azienda significa valorizzare la persona in tutti i suoi aspetti e riportare questa ricchezza complessiva nei processi di team building e di sviluppo organizzativo.

 

Circoscrivendo il discorso alla fase di recruitment e riportandolo al nostro specifico ambito professionale, vorrei citare la mia esperienza diretta. Negli anni che vanno dal 2013 al 2015 sono stati inseriti nella mia rea di competenza (Emilia Romagna, Toscana, Umbria) 66 nuovi colleghi, 60 dei quali provenienti dalle più importanti realtà bancarie italiane e 6 da reti. I nuovi ingressi hanno seguito una dinamica ascendente (14 il primo anno, 20 il secondo e 32 il terzo) e, una volta inseritisi nel tessuto organizzativo di Banca Generali, hanno raccolto nel triennio in questione oltre un miliardo di euro. I primi due mesi del 2016 hanno visto l’ingresso di ulteriori sei nuovi colleghi, segno del consolidamento e di un’ulteriore forte accelerazione della tendenza.

 

Questi dati si prestano a essere letti secondo una molteplicità di prospettive ma costituiscono la evidente dimostrazione di un preciso orientamento di molti colleghi bancari, che hanno fatto la scelta di cambiare ambiente lavorativo per valorizzare le loro competenze, avere maggiore libertà nella costruzione del loro rapporto con il cliente e, dato non secondario, poter gestire meglio la propria giornata, con una maggiore attenzione alla qualità della vita. Insomma, ci siamo trovati di fronte a un cambio di orizzonte culturale che non poteva non avere ripercussioni sulle modalità di recruitment, come vedremo nel prossimo post…

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