30/11/2015

Pensare positivo per avere successo

di Massimiliano Ruggiero

A più riprese in questo blog siamo tornati sul tema del cambiamento e lo abbiamo messo in relazione a quello del successo. Vorrei provare nuovamente ad analizzare questo asse alla luce di quel filone di pensiero che va sotto il nome di “positive thinking”, cioè “pensare positivo”.

 

Conviene subito precisare che questo indirizzo di ricerca – che va acquisendo uno spazio sempre più significativo all’interno dei saperi organizzativi – non postula, semplicisticamente, che un atteggiamento “ottimistico” verso la vita sia sufficiente ad affrontare e superare gli impegni che l’attività professionale ci pone quotidianamente; il positive thinking, in realtà, è un approccio utilizzato nel campo dell’apprendimento organizzativo ed è finalizzato a un’autovalutazione efficace dei propri punti di forza, che possiamo spendere per comprendere cosa sappiamo realmente di noi stessi, ciò che siamo in grado di diventare e come possiamo migliorare per essere degli agenti di cambiamento.

 

In questa ottica, la spinta al cambiamento non si risolve semplicemente nel guardare indietro per scoprire cosa abbia funzionato e cosa no - per poi apportare dei correttivi alla nostra azione - ma consiste nel focalizzare la nostra riflessione su ciò che abbiamo fatto bene piuttosto che su quello che ha funzionato meno. Ciò ci permetterebbe di incrementare la nostra autostima e faciliterebbe la motivazione intrinseca, permettendoci di valutare con serenità i margini di miglioramento possibili.

 

Mi sembra una prospettiva interessante a patto, però, di non chiudere gli occhi sui punti di debolezza e sugli errori che da questi si sono generati. Semmai, sarebbe il caso di guardare alle nostre eventuali debolezze attraverso la lente dei nostri punti di forza. Tutte le ricerche sulla valutazione della performance, del resto, concordano da tempo sull’idea che una pianificazione di azioni – se ben strutturata - non conduce mai a risultati completamente negativi o completamente positivi e che l’analisi di entrambi produce conoscenza utile per il cambiamento. Tuttavia, secondo il positive thinking solo l’analisi dei risultati positivi mostrerebbe come agire verso nuove direzioni e come conseguire il successo…

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