La spesa pubblica in deficit è semplicemente uno schema per la confisca della ricchezza. Alan Greenspan
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14/03/2018

Il lavoro autonomo ha gli stessi diritti di quello dipendente

di Mauro Rufini

Non si sono ancora spenti gli echi ed i commenti al risultato delle elezioni politiche di domenica scorsa. Ho seguito con attenzione nell’ultimo mese il dibattito del settore e quello pre-elettorale sulle proposte del tema del lavoro ed in particolare quello autonomo. Quanto lavoro c’è nel nuovo panorama della consulenza finanziaria in Italia?

 

Il tema non mi è sembrato scaldare nessuno più di tanto, quasi a lasciar fare come sempre il mercato, le reti, i gruppi bancari alle prese con nuovi pesantissimi tagli dei livelli occupazionali che si aggiungono a quelli già effettuati negli ultimi anni. Tantomeno questo tema mi è sembrato presente nell'agenda dei lavori di alcune associazioni professionali più impegnate a dispensare giudizi sommari e a battibeccare sul peso della loro rappresentanza in vista dell'ingresso in OCF senza guardare credibilmente avanti e dare un futuro credibile alla professione.

 

Se è giusto preoccuparsi della riduzione dei margini, perchè quando si parla degli effetti di Mifid II, di Fintech non si affronta mai il tema del lavoro? Perchè le preoccupazioni e le analisi non sanno indicare soluzioni? Così come nei programmi della politica, quanto lavoro c'era ?

 

La scorsa legislatura ha visto veder la luce il Job Act, con le elezioni si sono affermate forze politiche che ne hanno proposto l'abolizione così come della legge Fornero, l'introduzione del salario minimo, il reddito di cittadinanza o “di dignità” in un crescendo di fantasia e di contraddizioni, un dibattito povero di contenut e di approfondimenti con soluzioni senza le necessarie coperture, eccesso di facili promesse. Tutto ciò conferma in modo palese la povertà del dibattito politico al quale assistiamo da tempo e la deliberata scelta di mantenere basso il profilo del confronto. Manca una prospettiva, una visione che tenga conto p.e. delle trasformazioni tecnologiche che saremo chiamati a governare nei prossimi anni. Visione che, nell’ambito politico, deve concretizzarsi in passi e riforme. Con ostinazione c’è invece il sindacato, che svolge un compito ed un lavoro concreto, un soggetto a cui non sono mai venute meno l’attenzione e le proposte su questo tema e lo dico non solo con l’esperienza vissuta e per il ruolo esercitato di rappresentanza del lavoro autonomo del settore finanziario.

 

I cambiamenti del settore finanziario, il confronto elettorale potevano essere una occasione preziosa per obbligare gli altri attori innanzitutto a non dimenticare l’impegno per promuove e tutelare il lavoro in tutte le sue forme, a non guardare alle politiche del lavoro soltanto con slogan e con categorie astratte, noncuranti della praticabilità di alcune idee e teorie, bensì con la responsabilità di chi gioca un ruolo importante e mette alla prova le proprie soluzioni con la complessità della realtà, che, quando si tratta di politica, di finanza è sempre necessità di intelligente compromesso e selezione dell'essenziale.

 

I risultati che in questo contesto di difficoltà il sindacato ha concorso ed ottenuto nel lavoro autonomo nella passata legislatura sono importanti perché trovano finalmente identificazione nelle pagine del diritto del lavoro, in un clima non certo favorevole se non di ostilità verso i corpi intermedi, le rappresentanze dei lavoratori e datoriali. Il Job Acts del lavoro autonomo, che interessa in parte anche il nostro settore, è stato il risultato di un lavoro paziente ed ostinato costruito per il conseguimento di traguardi di civiltà che hanno prodotto equità, tutele e garanzie a circa due milioni di professionisti e partite Iva.

 

Recentemente anche la Corte di Giustizia Europea ha stabilito un principio importante che pone sullo stesso piano i diritti dei lavoratori autonomi rispetto al lavoro dipendente e subordinato in merito alla indennità di disoccupazione per attività perse a colpa della crisi. Escludere i non dipendenti da ammortizzatori è contrario al diritto dell’Unione Europea. Sono passi in avanti che puntano a rafforzare l’inclusione sociale per i lavoratori autonomi e professionisti che vogliono essere più liberi di immaginare, costruire e organizzare il lavoro del futuro anche nel nostro settore. Come farlo? Con quali vincoli e con quali opportunità? Oltre ai percorsi legislativi dipenderà soprattutto da una autonoma ed efficace autonomia negoziale e contrattuale.

 

 

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