29/09/2017

CPeF – Consapevolezza Imprenditoriale: i salti di paradigma!

di Vincenzo Renne

Dopo aver analizzato i mutamenti del contesto di riferimento dell’imprenditore e, quindi, aver capito che sarebbe un suicidio continuare a fare impresa come si faceva già solo quindici anni fa, passiamo ora ad analizzare quali sono i salti di paradigma per diventare imprenditori pienamente consapevoli.

Il primo schema imprenditoriale è sempre stato focalizzato sul “FARE”. Concentrarsi sul “ora” e sulla soddisfazione delle richieste del mercato. Il problema di questo paradigma è che va bene solo nel momento in cui il mercato di riferimento è un mercato trainante, in crescita oppure una nicchia in cui siamo leader assoluti. E’ il paradigma in cui si generano volumi… oggi. E domani?

Il secondo schema imprenditoriale è stato quello di “MONITORARE” la situazione in tempo reale. Per fare questo primo salto di paradigma occorre comprendere che il bilancio non è lo strumento iniziale per il pagamento delle imposte bensì quello principale per il controllo di gestione. Conoscere la propria storicità numerica e la propria situazione attuale consente di poter cogliere certe esigenze, magari ancora latenti, del mercato oppure minimizzare i rischi e/o i danni intervenendo prima che la situazione sfugga di mano. E’ il paradigma con il quale si diventa più “veloci” dei concorrenti a reagire agli stimoli esterni.

Il terzo schema imprenditoriale è poi stato quello di “PIANIFICARE”. Avendo coscienza della propria storicità e della propria attualità, ecco che diviene quasi naturale iniziare a cercare di prevedere il futuro di breve termine. Già qui interviene la necessità di implementare in azienda (entità complessa) i concetti tipici della “crescita personale”: proattività, obiettivi, organizzazione. E’ il paradigma in cui si diventa proattivi anticipando la riorganizzazione in funzione delle riscontrate esigenze del mercato.

Il quarto schema imprenditoriale è quello di utilizzare tutte queste conoscenze non solo per pianificare ma anche per reinventarsi la propria “STRATEGIA” imprenditoriale, ottimizzare le scelte allocative delle risorse (sempre conflittuali fra di loro), definire la direzione desiderata ed immaginare il ruolo dell’impresa nel futuro di medio-lungo termine. Anche in un mercato maturo è sempre possibile differenziarsi e crearsi la propria nicchia di riferimento, non servono nemmeno investimenti enormi. Serve però tempo, dedizione, fiducia ed apertura mentale. E’ il paradigma in cui si diventa efficaci iniziando ad immaginare come co-creare il proprio contesto di riferimento.

Il quinto schema imprenditoriale è quello della “CONSAPEVOLEZZA”. Questo ultimo salto di paradigma consente di ridefinire la strategia d’impresa al fine di plasmarla consapevolmente a propria immagine e somiglianza trasformandola da (eventuale) fonte di frustrazione in fonte di serenità ed energia positiva. E’ il paradigma in cui si riesce a conciliare le esigenze dei molti in modo armonizzato con le esigenze della impresa nel suo insieme.

Purtroppo non si può passare alla Consapevolezza d’Impresa senza prima prendere piena coscienza delle informazioni originate con i precedenti schemi imprenditoriali.

Senza saper fare, non si può monitorare oppure si commetterebbero degli errori monitorando e traendone magari conseguenze errate.

Senza saper fare e saper monitorare, non si potrebbe pianificare in quanto gli obiettivi di breve termine sarebbero “tirati a caso”.

Senza saper fare, monitorare e pianificare, non si potrebbe reimmaginare la propria strategia d’impresa in quanto passare dal breve al medio-lungo termine prevede l’implementazione anche di informazioni non meramente tecnico-numeriche che divengono quindi fondamentali per la riuscita della strategia stessa.

Senza saper fare, monitorare, pianificare e senza strategia, la Consapevolezza sarebbe come un castello di carte a cui manchino le fondamenta e le protezioni: al primo colpo di vento quella temporanea serenità si trasformerebbe in angoscia e frustrazione tanto e forse più di prima.

Quando nel paradigma della Consapevolezza si parla di “propria” immagine e somiglianza il tiro è allargato: imprenditore, famiglia dello stesso (attiva o meno in azienda), consiglio di direzione, dipendenti. L’impresa è un insieme unico e complesso che deve per forza di cose scontare la soggettività e singolarità di ogni partecipante, anche degli altri stakeholders (fornitori, finanziatori, clienti, contesto di riferimento) che comunque sono attori che interagiscono con l’azienda.

Questo è quindi un percorso, non esiste bacchetta magica ma solo dedizione e perseveranza. Per non restare “impauriti” dalla vastità e complessità del percorso, è bene utilizzare la tecnica del “chunking” per spezzettarlo in più steps connessi l’uno all’altro in modo da focalizzarci solo su quello che dobbiamo affrontare immediatamente confidando nel fatto che il conseguimento di ogni step ci porta dritti dritti alla Consapevolezza Imprenditoriale nel suo senso più pieno e vero !:o)

 

FARE => volumi!

+

bilancio come strumento gestionale in tempo reale

=

MONITORARE => reazione immediata!

+

obiettivi futuri a breve termine

=

PIANIFICARE => proattività!

+

obiettivi futuri a medio-lungo termine

=

STRATEGIA => co-creazione!

+

immagine e somiglianza

=

CONSAPEVOLEZZA => serenità!

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