CPeF - Consapevolezza Imprenditoriale: il contesto di riferimento

11/05/2017

CPeF - Consapevolezza Imprenditoriale: il contesto di riferimento

di Vincenzo Renne

Per fare impresa in modo consapevole, occorre allargare la propria visuale al quadro d’insieme in cui si opera.

Non si può rischiare di continuare a fare impresa secondo gli standard qualitativi ed operativi di anche solo dieci anni fa!

Sono cambiate troppi aspetti: è cambiato il contesto economico, quello industriale, quello politico-geografico, quello informatico-digitale, quello finanziario, quello normativo e quello fiscale.

il mondo è cambiato radicalmente!

Insomma: è radicalmente cambiato il mondo in cui opera l’impresa!

Ognuno di questi cambiamenti ha un impatto-singolo ed un impatto-di-insieme sulle modalità di fare impresa in quanto sono mutamenti fittamente intersecati che interagiscono l’un l’altro.

Ciò ovviamente vale anche (e forse soprattutto) per i professionisti: Consulenti Finanziari in primis!

Probabilmente Ti sei già accorto di tutto ciò e, forse, questa percezione ha già iniziato a far esplodere in Te quell’ansia con cui devi confrontarTi quotidianamente: tutto è diventato incerto, nulla può essere dato per scontato, niente può essere tralasciato!

Di fronte a questa incertezza, ho identificato tre modalità possibili di approccio: la modalità Struzzo, la modalità Giraffa e la modalità Consapevole.

Con la modalità Struzzo, si cede all’ansia e si rifiuta di dedicare tempo ed attenzione a tutti questi mutamenti nella (erronea) speranza che nessuno di essi abbia un qualche impatto sulla nostra modalità imprenditoriale/consulenziale. Purtroppo far finta di non vedere non serve né ad eliminare l’ansia (che essendo inconscia non viene sradicata!) e nemmeno a gestire tale incertezza.

Con la modalità Giraffa, si prende iniziale coscienza di tutti questi cambiamenti così radicali ma si rischia di considerarli esclusivamente uno ad uno. Ciò comporta la necessità di riorganizzarsi in funzione di essi ma singolarmente con così delle modifiche operativo-gestionali “a spicchi” che possono addirittura contrastare fra di loro.

Con la modalità Consapevole invece non solo si considerano tutti questi cambiamenti nel loro complesso, si analizzano l’insieme degli impatti nell’apparato gestionale, si rimette in discussione la visione di impresa già razionalizzata (si spera!) ma in altra epoca storica, ma addirittura si immagina una riorganizzazione complessiva, armonica e sinergica!

… ad esempio…

Per mera deformazione professionale, mi limito ad evidenziare un singolo aspetto dei mutamenti fiscali avvenuti in questi ultimissimi tre anni. Ovviamente Ti sarai già accorto (anche qui, si spera!) che le modalità accertative sono radicalmente cambiate: sia in ambito nazionale che in ambito internazionale. Gli strumenti sono stati affinati informaticamente, i controlli sono stati automatizzati, la selezione dei codici fiscali avviene in modo più mirato, le informazioni all’anagrafe tributaria giungono da ambiti inimmaginabili prima d’ora (dagli stessi Paradisi Fiscali ai social network, dal telepass alla bolletta dell’energia elettrica, dall’agenzia immobiliare al golf club, dall’utilizzo dei conti correnti al rogito notarile di acquisto di un immobile). Quella che ho già avuto modo di definire “variabile fiscale passiva” (quella attiva concerne in quantum si debba equamente pagare in termini di imposte!) risulta oggi ancora più importante sia in termini di fare impresa consapevolmente, sia in termini di godimento sereno del proprio patrimonio!

Ovviamente sarebbe assurdo pensare di dover raggiungere la specializzazione tecnica di un commercialista al fine di gestirsi bene fiscalmente, tuttavia è altrettanto vero che serve imprescindibilmente una visione d’insieme in grado di generare consapevolezza anche in questo ambito che prima veniva (purtroppo anche volutamente) tralasciato.

Puoi forse oggi tralasciare la tua immagine “social”? Puoi forse non essere presente (in modo coerente ed integro!) sui principali social network esistenti (linkedin, twitter, facebook)? Puoi forse non essere rintracciabile su internet? Puoi forse tralasciare la normativa di “diritto tributario internazionale” e di “diritto internazionale tributario” (l’inversione dei termini non è puramente formale!)? Puoi forse tralasciare la normativa finanziaria nel rapporto banca-impresa o nella gestione patrimoniale? Puoi forse tralasciare le normative autorizzative di altri Stati circa l’importazione delle tue merci/servizi? Puoi forse tralasciare di considerare strumenti finanziari presenti in altre piazze finanziarie rispetto a quella italiana? Puoi forse tralasciare la normativa sul passaggio generazionale? Puoi forse tralasciare le tematiche relative all’efficacia individuale e relazionale (oggi sempre più fondamentali!)?

Ovviamente la risposta è no, non puoi!

oggi non puoi tralasciare nulla!

Sta a te dunque decidere quanto tempo, risorse, dedizione dedicare a tali aspetti. Farlo o non farlo non solo potrebbe pregiudicare la marginalità dell’impresa o dell’attività professionale, potrebbe addirittura metterne in discussione la sopravvivenza.

Acquisire la giusta consapevolezza in tutto il contesto di riferimento consente di minimizzare i danni futuri massimizzando la resa nel medio-lungo termine della Tua attività!

Anche perché, come ho già avuto modo di accennare qui, questa incertezza è sempre esistita: deve semplicemente essere riscoperta la modalità più efficace per la sua gestione!

Vado oltre e cerco di provocare in quanto non solo Frank Knight evidenziava ciò negli anni settanta ma oggi Nassim Nicholas Taleb con il suo “Antifrigile” ne riprende i concetti: il fatto stesso che l’incertezza esiste da sempre è un fattore positivo. Ciò in quanto il suo rovescio, la certezza, danneggerebbe il sistema nel suo complesso! Infatti è solo grazie all’incertezza che il sistema trova la strada per la sua evoluzione. Se tutto fosse certo, ripetitivo, consolidato non vi sarebbe crescita. Vero quindi che l’incertezza rende le singole parti del sistema “fragili”, ma la loro fragilità alimenta la cosiddetta “anti-fragilità” del sistema stesso. 

Consapevolezza!

La Consapevolezza quindi, nelle sue 5 declinazioni già evidenziate qui, consente di raggiungere la propria serenità complessiva perseguendo la ricerca del proprio equilibrio dinamico fra Pensiero ed Azione, come richiamato anche qui.

Conseguentemente: fare lo Struzzo? No, fare la Giraffa? Già meglio, diventare Consapevole? Sicuramente sì!

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