03/10/2016

La gestione consapevole del patrimonio!

di Vincenzo Renne

Con il seguente articolo ho identificato come viene definito il patrimonio nel percorso di CP&F.

Quello che le famiglie (imprenditoriali, ma non solo) percepiscono in modo sempre più evidente è che “il mondo è cambiato” e fanno fatica a stare al passo con i tempi. E’ tutto “incredibilmente complicato”: la globalizzazione ha interconnesso cause ed effetti a livello locale con quelle generate a livello internazionale. A causa di ciò, oggi, non si può dare nulla per scontato in nessun settore: immobiliare, finanziario, imprenditoriale.

Le crisi oggi sono dappertutto, sembra che nulla sia più sicuro:

 

“non ci sono più certezze”!

 

Questa complicazione necessita di monitoraggio costante, sia per il necessario approfondimento tecnico che per quello “meramente” normativo. La stessa pianificazione dev’essere quotidianamente rivalutata in funzione di questa sempre più repentina modifica legislativa (giuridica e fiscale, nazionale ed internazionale).

Fare “lo struzzo” rimanendo ancorati al passato rischia di costare enormemente. La gestione immobiliare, la gestione finanziaria e la gestione d’impresa diventano sempre più complesse non solo dal punto di vista gestionale ma anche da quello giuridico e fiscale.

 

L’incertezza oggi giorno è ovunque!

 

Tuttavia Frank Knight ebbe il Nobel per l’economia nel 1976! Egli scrisse il libro “Rischio, incertezza e profitto” distinguendo tre concetti ben distinti: la previsione, il rischio e l’incertezza.

Nel primo caso, previsione, la distribuzione degli scenari è conosciuta e, conseguentemente, possono essere fatte delle stime di tipo probabilistico.

Il rischio si riscontra quando, pur non conoscendo le probabilità esatte di avveramento del singolo scenario possibile, ci si può basare su stime statistiche in funzione dell’esperienza storica. In questi casi la stima viene a modificarsi solo a posteriori in funzione della modifica della serie storica.

L’incertezza, ancor di più, è presente quando non si conosce né la distribuzione probabilistica né la serie storica. Questo livello di aleatorietà è presente in ogni situazioni inedita.

Già negli anni settante Knight associava il profitto imprenditoriale (e patrimoniale) alla capacità di gestire l’incertezza. Il profitto infatti è la remunerazione “dovuta/desiderata” per investire un capitale certo oggi al fine di ottenerne un beneficio futuro incerto domani.

Se quindi Patrimonio deriva da “patrimonium” che è l’insieme di pater (= padre) e munus (= compito) e se il compito del padre è quello di far crescere, la gestione del patrimonio deve generare profitto e quindi

 

l’incertezza non deve spaventare anzi dev’essere accolta e gestita al meglio!

 

Per poterlo fare il titolare deve obbligatoriamente ricercare la massima flessibilità, senza ancorarsi a “certezze” storiche che domani possono essere travolte da eventi inaspettati, e deve essere sempre aggiornato a 360 gradi.

Se prima era evidente che gestire “ordinariamente” un patrimonio richiedeva ore lavoro, oggi è ancor più evidente che gestire in modo pianificato e consapevole lo stesso patrimonio richiede ulteriori ore lavoro: prendere o “lasciare”!

Ne consegue l’esigenza di trovare del tempo da dedicare a questi aspetti della gestione patrimoniale.

Le certezze vanno ricercate nell’integrità con i propri Principi Guida e non nel contesto. L’evento inaspettato muta il contesto, non i principi. Ciò garantisce la flessibilità e la velocità necessaria per agire in funzione di esso.

In questo modo non nasce più frustrazione per il fatto che il “modus operandi” storico debba essere messo in discussione.

Nella gestione consapevole del patrimonio quindi è sempre bene partire parte dai Principi e dalle Logiche, solo in funzione di essi si stabiliscono gli obiettivi e la strategia la cui implementazione può essere serenamente adeguata in funzione dei cambiamenti del contesto di riferimento che vengono percepiti dal suo costante monitoraggio.

 

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