04/05/2016

La CP&F per il passaggio generazionale!

di Vincenzo Renne

Dato statistico: l’85% fallisce!

Sono state fatte parecchie ricerche statistiche sul passaggio generazionale, ciò che emerge sempre è che, fatto 100 le imprese che lo affrontano, solo il 30% supera i cinque anni nelle mani della seconda generazione e di queste solo il 50% supera i cinque anni nelle mani della terza generazione. Ciò equivale a dire che nel 85% dei casi l’impresa non resta all’interno della famiglia del fondatore.

 

Causa: “da 1 a +” !

In estrema sintesi la causa è il passaggio “da 1 decisore a + decisori”. Cioè quando l’imprenditore fondatore, volente o nolente, esce dalla gestione dell’impresa ed i suoi successori iniziano a gestire autonomamente.

 

 

Situazione italiana

Rimando all’articolo di Massimo Doria che analizza i dati numerici della situazione peculiare italiana.

 

Approccio giuridico: non basta!

Tendenzialmente l’approccio consulenziale italiano è quello di consigliare e redigere i contratti ritenuti migliori per le specifiche esigenze dei clienti. Si agisce cioè quasi esclusivamente nel campo giuridico.

A questo proposito rimando agli ottimi articoli: di Alessandro Gallo; di Massimo Doria; di Massimiliano Campeis.

Questo approccio che comunque è imprescindibile, tralascia di affrontare le criticità “umane”. Infatti, senza condivisione, impegno ed unità, anche il miglior strumento giuridico rischia di finire davanti al giudice.

 

Italian! Family Business

Il Family Business in Italia accoglie in se alcune criticità superiori rispetto a quanto avviene nei Paesi anglosassoni. Ciò in quanto i legami familiari sono molto più radicati. Questa peculiarità può rappresentare sia una forza sia, se gestita male, una limitazione.

Le criticità dell’Italian Framily Business sono: individuali, relazionali, familiari ed intergenerazionali, patrimoniali, d’impresa. Guarda caso le 5 declinazioni della Consapevolezza all’interno della CP&F. Non esistono scorciatoie: o si dedica del tempo a queste tematiche oppure si paga il prezzo dell’atteggiamento “struzzo”.

 

Orizzonte temporale: lungo!

Ecco dunque che, se si approccia tale momento critico nella vita d’impresa cercando di generare Consapevolezza in tutte le persone interessate, l’orizzonte temporale si allunga. D’altronde per l’efficacia non esistono scorciatoie. Nella teoria anglosassone l’orizzonte temporale medio è di circa 10 anni, ben più lungo se si mira fin da subito alla terza generazione.

 

Scenari: non si limitano al solo trasferimento dell’impresa ai figli!

Gli scenari possibili non si limitano al solo trasferimento dell’impresa ai figli, sono molto più vari e vanno presi tutti in considerazione per essere opportunamente analizzati.

Approccio-Struzzo: il disponente non pianifica.

Non delega mai la gestione d’impresa, non fa testamento e non dona alcunché in vita, lascia che sia la legislazione vigente al momento del decesso a decidere in merito. Tutti gli eredi subentrano in azienda. Caos. Rischio fallimento.

Approccio-Giraffa: il disponente pianifica.

a) se decide che ereditino tutti gli eredi: I) modifica dello statuto societario, donazione della nuda proprietà, costituzione di un trust, costituzione di una holding di famiglia, redazione di un patto parasociale; II) decide che ereditino solo alcuni eredi: patti di famiglia, donazioni consapevoli;

b) se ritiene che nessun erede abbia le caratteristiche imprenditoriali: IV) pianifica la managerializzazione d’impresa; V) fa entrare in impresa un socio-imprenditore esterno; VI) fa entrare in impresa un Private Equity; VII) crea valore per cedere a terzi e lasciare in eredità la monetizzazione dell’impresa; VIII) se vi sono le condizioni, quota in borsa l’impresa (AIM);

Approccio-Consapevole: il disponente attua e propone un processo di Consapevolezza per raggiungere l’Efficacia individuale, relazionale, familiare ed intergenerazionale, patrimoniale, d’impresa scegliendo così uno degli otto scenari precedenti in modo condiviso sia con i familiari che con tutti gli stakeholders coinvolti.

 

Il processo CP&F per l’Efficacia del Passaggio Generazionale

Parte tutto dalla singola persona. Dev’essere ricercata l’efficacia del singolo. Dopodiché si possono affrontare le tematiche inerenti le capacità relazionali. Lo sviluppo del singolo deve interagire in modo fertile all’interno delle dinamiche familiari. Tutti i singoli devono approfondire le tematiche legate al patrimonio familiare. Infine il disponente deve affrontare la scelta se “fare lo struzzo” o “fare la giraffa”. In questo secondo caso, deve: lasciare le redini, attuare un processo efficace di delega, comunicare tale decisione in modo efficace sia all’interno della famiglia che all’esterno, fare il salto di paradigma da “controllo tutto io” a “gestione condivisa” dell’impresa.

Non è facile, non è immediato: è efficace!

#CPeF !:o)

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