Il segreto del successo è quello di non possedere nulla, ma controllare tutto. Nelson Rockefeller
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13/02/2018

Capitalismo per tutti: la conoscenza deve essere universale

di Advisor Professional

La News

Immaginare come sarà la nostra vita tra vent’anni è, nell’era della rivoluzione digitale, un esercizio rischioso. La trasformazione del mondo, disordinata e frenetica, e la traiettoria vertiginosa si confermano giorno dopo giorno e con notizie sempre più folli (come nel caso delle criptovalute).

L'eccitazione dei rari privilegiati che guidano questo movimento è eguagliata soltanto dalla paura che coglie i più di fronte a questo avvenire così vicino nel tempo ma anche così lontano nel suo funzionamento.

Come reinventare la nostra società in sintonia con questi sconvolgimenti che trasformeranno il nostro modo di lavorare, di vivere (sempre più velocemente, sempre più lontano) o anche di pensare? I robot ci prenderanno il lavoro? Come essere intelligenti domani?

Una cosa è certa”, spiega nell’Editoriale di Febbraio 2018 Didier Le Menestrel, Presidente e CEO di La Financière de l’Echiquier,l’innovazione tecnologica deve poter alimentare le innovazioni sociali, senza le quali non c’è Progresso”. Questo vastissimo argomento è da secoli al centro delle riflessioni dei più grandi filosofi, in particolare di tutte le correnti di pensiero sul futuro del capitalismo, il quale, se non si autodistrugge come aveva predetto Marx, deve quantomeno reinventarsi.

Il capitalismo sta vivendo oggi “la più grande mutazione della sua storia” con l’emergere di un capitalismo per tutti che dà ad ognuno i mezzi per diventare produttore e creare valore. Un “microcapitalismo” che non è un’utopia, bensì una realtà, grazie a questa nuova economia dove tutto si condivide e dove ciascuno è libero di decidere come destinare le proprie risorse.

Questa rivoluzione, esposta in maniera gradevolissima in un libretto dalla copertina rossa ad opera di François-Xavier Oliveau, induce già una riflessione sul ruolo delle politiche pubbliche attuali. Invita a ripensare il proprio patto sociale, profondamente inadatto al nuovo mondo che sorge: i nostri dispositivi di solidarietà nazionale, e in primo luogo i regimi pensionistici, saranno presto incapaci di assolvere la loro missione. E l’individuo sarà chiamato alle proprie responsabilità anche su questi aspetti.

È venuta l’ora di cambiare modello e di trovare nuove vie per impostare il corretto funzionamento della nostra vita in comune”, chiosa Le Menestrel. Tra le nuove idee che emergono si fa strada ad esempio il principio di un reddito universale: si immagini per un attimo che alla nascita ciascuno riceva una somma di denaro senza che nulla sia chiesto in cambio, una sorta di budget che si sostituirebbe a ogni altra forma di sostegno pubblico. Ognuno sarebbe allora libero di finanziarsi la previdenza sociale, risparmiare per gli studi dei figli, lanciare un progetto imprenditoriale… e anche di decidere come provvedere alla propria pensione, con un prodotto di risparmio previdenziale per la famiglia, senza l’intervento fiscale dello Stato, etc.

Il mondo che si annuncia è dunque molto difficile da comprendere, tuttavia dobbiamo fare questo sforzo di riflessione per il benessere dei nostri figli. Una cosa è certa: non si potrà fare niente se non ripensiamo la loro istruzione, che deve inculcare loro competenze diverse da quelle delle macchine. Affinché ognuno divenga creatore di performance sul lungo termine, è necessario saper utilizzare e padroneggiare gli strumenti che si hanno a disposizione. La conoscenza è un asset di partenza che, alla pari del reddito, deve essere universale. Un bell’obiettivo al quale dedicarsi sin d’ora!”, conclude il Presidente e CEO di La Financière de l’Echiquier.

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