Il problema dell'economia di mercato libera è che richiede così tante guardie per farla funzionare. Neal Ascherson
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14/11/2017

Consulente finanziario: come differenziarsi con consapevolezza

di vincenzo.renne

Ormai è risaputo: l’autogiustificazione più in voga per il CF (soprattutto se non indipendente) è quella di non aver modo di differenziarsi. Il settore è immodificabile, tutti offrono le stesse “cose”, la mia rete non mi sostiene, i clienti non capiscono, cosa altro potrei “inventarmi”?

 

Inconsapevolezza

Ciò denota inconsapevolezza di sé e rassegnazione a vivere nei confini delimitanti che altri hanno formato nel tempo.

 

Niente di più sbagliato!

Qui, ad inizio 2016 davo alcuni Spunti(ni) di Consapevolezza sul beneficio che la CPeF può avere per il Promotore, rectius oggi Consulente Finanziario.

Acquisire Consapevolezza di sé aiuta a riscoprire la propria storicità con occhi maggiormente “maturi” per trarne pienamente quei caratteri peculiari propri di ciascuno di noi.

Chi mi ha seguito nel primo incontro one-to-one alla conclusione della giornata mi dice sempre: “ma sai che grazie a te ho riscoperto cose di me che avevo dimenticato?” il che porta all’affermazione successiva: “in realtà non ho fatto poi così male fin’ora!” ed infine: “adesso ho dentro di me un’energia pazzesca!”.

 

Consapevolezza = navigatore!

Avere Consapevolezza di sé è come andare in auto con il navigatore: ho evidente il punto di partenza, la destinazione prescelta, conseguentemente il percorso ottimale (anche in funzione degli inaspettati eventi futuri ed incerti) ed infine ovviamente il lasso temporale necessario.

 

Il rischio di non sapere di sapere

Alcuni probabilmente sono diventati così esperti nelle loro competenze tecniche e finanziare da aver “perso di vista” il reale loro livello di expertise tendendo così a dare per scontato che le loro informazioni sono di dominio pubblico e di facile comprensione. Prendersi invece del tempo per valutarsi all’interno del contesto concorrenziale può far comprendere quali siano le reali specializzazioni e le oggettive lacune.

Sapere la nostra storicità, ricordare vivamente le nostre peculiarità, metabolizzare pienamente le nostre competenze e sapere cosa offre il settore e quali sono i suoi attuali confini determina il nostro punto di partenza consapevole!

 

 

No shiny things!

Tendenzialmente sui nostri atouts può bastare migliorarne la comunicazione per accrescerne la percezione nei nostri interlocutori. Il lavoro vero va fatto in due differenti direzioni: i) anticipare le esigenze del mercato-clienti; ii) limitare od eliminare le nostre lacune. Il tutto senza farci “distrarre” da miraggi magari molto allettanti ma che ci farebbero disperdere tempo ed energia.

 

Il cliente “minimo comun denominatore”

Le esigenze manifeste dei nostri clienti devono essere attentamente valutate per trovare quel “minimo comun denominatore” che ci interessa soddisfare! In questo modo riesco ad originare un servizio di qualità con una consolidata componente “strutturata” per poi customizzarlo in funzione delle specificità del singolo cliente senza avere necessità di eccessive ore di studio-lavoro.

 

Investimenti necessari

Ovviamente tutto ciò necessita comunque di un investimento importante: no (!) non in termini finanziari bensì in termini orari! E qui sta ad ognuno di noi decidere fra: i) “esternalizzare” alcune nostre attività; ii) darsi più tempo per “fare tutto da solo” a piccoli passi per volta.

Nel primo caso, pur se si lavora in una “rete”, si può assumere individualmente una segretaria che possa svolgere alcune pratiche burocratiche che, in modo più o meno latente, drenano parecchie ore lavoro. Ovviamente qui il rovescio della medaglia è che ciò vuol dire investire una parte della nostra marginalità per soddisfare il suo legittimo diritto allo stipendio (più spendo, più guadagno… in qualità!).

 

Farsi percepire

Tutto ciò poi non sarebbe ancora sufficiente se questi mutamenti non venissero percepiti in modo evidente dai nostri interlocutori! Conseguentemente, anche il modo con cui divulghiamo in nostri messaggi, le nostre “nuove o riscoperte” competenze, i nostri “valori aggiunti” fa la differenza. Convegni, eventi, mail, blog, social network, incontri one-to-one in reale od in remoto, storytelling, sono tutte modalità più che valide che prevedono di investimenti per ogni tipo di tasca.

 

Equilibrio dinamico

Ovviamente in tutto questo occorre, lo ripeterò all’infinito, perseguire un equilibrio dinamico fra efficacia ed efficienza, fra tempo-investimenti e ritorni in termini di clientela, fra studio e pratica. Tuttavia, occorre fare attenzione ad una cosa: oggi come oggi se non si investe su se stessi e le proprie competenze (sia hard ma soprattutto soft!) non solo non progredisco, ma mi faccio scavalcare dalla concorrenza che invece è in continua crescita!

 

Consapevolezza + competenze + analisi del contesto = opportunità

Per concludere quindi la differenziazione rispetto al mercato di riferimento non dipende esclusivamente dagli aspetti tecnici e strutturali del settore di appartenenza ma anche, e soprattutto, dalla propria consapevolezza individuale.

 

Unicità individuale

Ognuno di noi è la somma di infinte informazioni acquisite in modo innato, per studio o per esperienza diretta durante la nostra vita: ogni somma è unica ed irripetibile e, conseguentemente, tu sei differente da chiunque altro!

 

Energia

Saperlo, conoscersi, sapere cosa si vuole ottenere e soprattutto perché consentono di pianificare il percorso più consono a noi stessi, più realizzante e, conseguentemente, più energizzante!

Quindi:

 

Consapevolezza, pianificazione, azione!

Per chi fosse interessato, il 21 novembre alle ore 11:00 p.v. con Advisor Professional  saremo in live streaming proprio per approfondire queste tematiche ed essere a disposizione in “real time” per eventuali richieste specifiche da parte di chi avrà la bontà di seguirci! 

 

 

 

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