Il problema dell'economia di mercato libera è che richiede così tante guardie per farla funzionare. Neal Ascherson
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13/02/2018

Approccio mentale dirompente: affrontare il "cambiamento" come "crescita"

di Raffaella Pizzi

Che suggerimento dare al consulente per prepararsi ai cambiamenti in atto? Di certo, un buon Empowerment mentale, cioè allenarsi alla Gestione del Cambiamento.

 

LE BARRIERE MENTALI DEL CAMBIAMENTO

Le barriere mentali sono quelle legate alla Gestione del Cambiamento per affrontare le sfide del mondo della Consulenza Finanziaria.

Il cambiamento è qualcosa di affascinante, tutti noi abbiamo aspetti di noi stessi o della nostra professione che vorremo cambiare, migliorare e allo stesso tempo il cambiamento è qualcosa che spaventa quasi tutti. Un antico detto dice: chi lascia la vecchia strada mal si trova. Perché sembra di lasciare qualcosa che conosci già per andare verso qualcosa che non conosci e che talvolta devi creare. Ma il cambiamento non deve essere visto come fare tabula rasa e ripartire, non è solo legato a un concetto di sostituzione ma dovrebbe essere visto come “aggiunta”.

 

Si cambia quando si aggiunge qualcosa di nuovo a quello che si è già: una nuova consapevolezza, competenza, conoscenza, abilità. Per questo provare a riformulare il termine cambiamento come “crescita, espansione, miglioramento”, ci guida verso un approccio mentale più potente. Le parole non sono affatto neutre, ma evocano delle sensazioni che inducono determinati nostri stati interiori ed emotivi e ci fanno poi decidere.

 

Detto questo, chiediamoci ora quali sono gli ostacoli al cambiamento da gestire e superare per affrontare le sfide che richiede il nuovo mondo della consulenza finanziaria.

 

I QUATTRO OSTACOLI AL CAMBIAMENTO

La Paura. E’ uno stato d’animo che si risolve andando alla fonte di questa sensazione chiedendoci che messaggio vuole dirci la paura? E poi agendo! Quando si agisce, si interrompe il circolo della paura, la si relativizza e ci si accorge che la paura era solo nella nostra mente ed eravamo noi che alimentavamo questi fantasmi.

 

L’area di comfort o meglio, il bisogno di sicurezza che ci fa stare nelle nostre abitudini anche quando sono diventate disfunzionali. Dobbiamo renderci conto che tutto quello che di valore abbiamo conquistato nella nostra vita e nella nostra professione, lo abbiamo ottenuto uscendo dalla nostra area di confort. E’ fondamentale allenarsi a mettere in campo sempre qualche iniziativa nuova anche piccola per rendere la nostra area di confort più flessibile e noi più capaci di cogliere le opportunità del cambiamento.

 

Le credenze limitanti. Il nostro cervello si programma come fosse un software da tutto quello che ci è stato detto e insegnato fin da piccoli dai nostri genitori, scuola, società e da adulti soprattutto dal nostro linguaggio, i nostri pensieri, dal nostro dialogo interno. Spesso senza che ce ne accorgiamo prendiamo l’abitudine di innestarci da soli dei programmi fallimentari quando ci diciamo, che quell’obiettivo non lo raggiungeremo mai, che non siamo abbastanza capaci o preparati o che i nostri clienti non capiscono il nostro valore o è tutta colpa dell’ambiente, la banca, la nostra zona di lavoro non abbastanza produttiva. E’ inutile fissarci degli obiettivi di risultati se prima non lavoriamo su quella credenza limitante che agisce nel sottofondo che ci fa ripetere “tanto non è possibile…tanto non ce la faremo mai”. 

 

La scarsa motivazione. La motivazione è il grande motore che ci fa compiere azioni fondamentali per raggiungere i nostri obiettivi. La motivazione in parole semplici, funziona attraverso due leve: la leva del dolore, ci muoviamo per fuggire da qualcosa che non vogliamo e la leva del piacere, per raggiungere un desiderio. E’ il bastone e la carota. Ora per motivarci a un cambiamento possiamo azionare o la paura di prendere una brutta bastonata (es. perdere clienti, guadagnare meno, uscire dal mercato, ecc) se non mettiamo in atto quel cambiamento, oppure la possibilità di raggiungere una gustosissima carota (incrementare il nostro portafoglio clienti, raggiungere obiettivi di crescita professionale, sentirci più soddisfatti e realizzati).

 

A Voi la scelta, perché... L'importante come sempre è fare una scelta! Anche gestire il cambiamento è una scelta… una scelta su cui si gioca il futuro della nostra professione.

 

Raffaella Pizzi

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