La fatale tendenza dell'umanità di smettere di pensare alle cose quando non sono più dubbie è la causa della metà dei suoi errori. John Stuart Mill
avatar

11/10/2017

2018, consulenza per il risparmio

di Massimo Donato

Il rischio nasce dal non sapere cosa stai facendo (Warren Buffet- imprenditore ed economista statunitense - Omaha, 30 agosto 1930. vivente)

 

Si innalza l’asticella che vorrebbe garantire una maggiore tutela del risparmiatore. È giusto pensare questo. È corretto in particolare per inseguire l’efficienza e la stabilità dei mercati. È fondamentale togliere le castagne dal fuoco, per evitare che certi scandali possano colpire ancora la fiducia già abbondantemente tradita degli investitori.

 

Si insegue, attraverso una regolamentazione che vorrebbe rendere tutto il sistema più trasparente, un ambizioso traguardo che partirà cercando di mettere nella condizione l’utente finale di poter essere informato sui costi, per scegliere se non con maggiore autonomia (da evitare), almeno con piena consapevolezza.

 

È ormai chiaro che sia necessario riformare le scelte di investimento e che la tendenza futura abbia necessità di optare per sistemi organizzati e qualificati di consulenza. Si aprono a questo punto nuovi scenari, nuove strategie, nuovi business e perfino nuove opportunità. Cambieranno i sistemi distributivi. Si moduleranno le preferenze cercando di rendere più personalizzato possibile il servizio offerto. Si trasformeranno le organizzazioni bancarie per adattarsi oltre che alle nuove regole, anche alle nuove esigenze e al nuovo mercato. Si altereranno gli equilibri, innovando il concetto di banca che sempre di più dovrà fare i conti con la trasparenza, con una mission ancora più sociale, con la politica che dovrà aiutare questo processo di conversione e con una struttura sempre più malleabile e pronta a rimodificare i principi cardine. Inoltre altre società, specializzate in altri servizi, si catapulteranno con soluzioni modernissime (fenomeno già partito).

 

Partendo da queste premesse, si parla - con sempre più maggiore frequenza - di consulenza, che contiene un severo rischio intrinseco: che sia venduta nella forma e non nella sostanza. Come dire, ci si prepara ad allestire un pacchetto di regolamenti, a cui tutti in maniera omogenea e uniforme dovranno adattarsi, ma che lascia spazio, nella dinamica complessa, verso cui gli investitori non saranno abituati, a possibili manomissioni che finirebbero col violare il principio di partenza: la tutela del risparmio. È il classico cane che si morde la coda.

 

In questo circolo vizioso non dovrebbero certamente entrare le organizzazioni di quelle banche che già si sono dotate di una rete di consulenti finanziari, questi ultimi già rodati e sperimentati in un arco temporale lungo (i pionieri hanno già oltre 40 anni di attività sulle spalle) che ha permesso di trovare i giusti rimedi alle dinamiche altalenanti dei mercati ed alle rivoluzioni normative che sembravano e sembrano sempre più costruite per controllare e disciplinare esclusivamente l’attività del consulente.

 

Eppure in questa vivace e intraprendente professione - che conosce il massimo splendore giusto a ridosso di questo annunciato cambio epocale – si racchiude da una parte una speranza di nuovi incredibili sviluppi e dall’altra il timore che un numero elevato di pedine possano dover lasciare il campo per una manifesta necessità di gestire nuovi volumi più corposi e nuovi cambiamenti repentini.

 

Cambiamenti che gioco-forza influenzeranno le strategie innovative di quei competitor che rimarranno protagonisti. Eppure nessuno può già prevedere l’effettivo impatto sulla economia reale e sui nuovi equilibri di quelle società di derivazione bancaria che saranno chiamate a gestire il nuovo business della gestione del risparmio.

 

In altre parole: tante opportunità che fanno coppia con tante insidie. Il primo pericolo del contraccolpo dell’intero sistema corrente, sarà certamente determinato dalla migrazione di una buona fetta dell’attuale forza in seno agli istituti bancari tradizionali verso sistemi assimilabili a quello delle reti (rischio sistemico intrinseco).

 

Quanto tempo occorrerà affinché questa nuova formazione possa integrarsi e adattarsi a nuove modalità distributive e con diversa remunerazione? Quale approccio al mercato favorirà una nuova ascesa e permetterà di raggiungere un più solido equilibrio? I bancari vecchio stile, saranno pronti – loro per primi - a rivedere le loro abitudini e far percepire il cambiamento al mercato?

 

Il problema essenziale è rappresentato dalla trasformazione principalmente di oltre l’85% del mercato del presente risparmio italiano che a fronte di obbligazioni governative, bancarie (di diversa natura), polizze, certificati di deposito e masse liquide di notevoli dimensioni sui conti correnti, dovranno riscrivere una storia per esigenze diverse, più moderne e differentemente disciplinate (rischio sistemico estrinseco).

 

I costi costituiranno un fattore importante per una qualsiasi scelta. Ma chi può sostenere che un servizio poco costoso abbia come risultato efficienza e spirito di adattabilità? Si paventa perfino l’avvento della cyber-tecnologia a sostegno e a supporto. Ma è certo che l’intelligenza artificiale possa governare l’emotività del risparmiatore? Si è maturata allora la convinzione che l’unica soluzione sia la consulenza. Ma sarà riservata ai grossi patrimoni? Il costo del servizio sarà accettato? E nel contempo sarà percepito il valore aggiunto? Tutti coloro che potranno offrire il servizio di consulenza avranno la competenza per offrirla e per gestirla (manutenzione)? Perché sono sempre i grandi numeri – ricordiamolo – a governare tutto. Perfino – per assurdo - verso quelle scelte non convenienti e meno opportune.

 

C’è un solo modo per rendere tutto più solido e più assimilabile: combattere la battaglia investendo in educazione finanziaria. Perché costruire per il futuro, controllando il rischio e pianificando gli obiettivi con una oggettiva revisione sistematica, produrrà, in un lungo termine, benefici più importanti e costituirà la forza delle scelte, non più a colpi di intuito (fortunato) ma di metodico impegno adattabile.

Ultimi Post di questo blog

Al Lido per scoprire nuovi lidi per il pianeta Risparmio

Non si può mai attraversare l’oceano ...

2018, consulenza per il risparmio

Il rischio nasce dal non sapere cosa ...

Financial Advisor Pride

C’è un paradosso nell’orgoglio – esso...

La legge (non) è uguale per tutti

Né pentere e volere insieme puossi / ...

È guerra: sensazioni, strumenti e strategie

«Che le cose siano così, non vuol dir...

Macron presidente: una vittoria anche per l'UE?

Il fatto che il risultato elettorale ...

L’insostenibile pesantezza di chiamarsi consulente

Il segreto del cambiamento è nel foca...

C’è più rischio che rendimento

Nella vita ci sono rischi che non pos...

Scelte finanziarie: moda indotta o soluzioni consapevoli e personalizzate?

La saggezza è saper stare con la diff...

Consulentia2017: flashback di immagini provenienti dal futuro

Chi non è perseverante, non otterrà m...

CONTENUTI CORRELATI:
  • M&G scalda i motori per il roadshow autunnale 2017
    11/10/2017 M&G scalda i motori per il roadshow autunnale 2017 Partirà da Milano lunedì 16 ottobre e toccherà in totale 10 città italiane il roadshow M&G Live 2017. Lo presenta su Advisor Professional Andrea Orsi, Deputy Head of Italy di M&G Investments.
  • Rovelli: mercati attenti ai dati macroeconomici
    11/10/2017 Rovelli: mercati attenti ai dati macroeconomici I mercati oggi traggono conforto non tanto da una crescita economica eccezionalmente robusta, quanto dalla percezione che gli squilibri macreoconomici che tipicamente accompagnano la maturazione della crescita non sono oggi presenti...
  • Buone notizie per i fan della gestione attiva
    10/10/2017 Buone notizie per i fan della gestione attiva Negli ultimi anni, l’asset management ha registrato un incremento della competizione, le commissioni sono state sotto pressione e le performance dei gestori attivi hanno nel complesso deluso. Ma non è sempre stato così, e gli esperti di GAM non pensano che sarà così in futuro.
HOTTEST: