La fatale tendenza dell'umanità di smettere di pensare alle cose quando non sono più dubbie è la causa della metà dei suoi errori. John Stuart Mill
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13/11/2017

Quale contenuto scegliere per essere visibili sui social media?

di Andrea Boscaro

Chi, tra noi, ha varcato il Rubicone e ha deciso di usare i social media non solo come un ambiente dove informarsi o dove fare ricerche per reperire notizie o ancor più contatti professionali, ma ha scelto di intraprendere la ben più impegnativa strada di “farsi seguire”, di prendere posizione e di offrire spunti e dati, idee e suggerimenti agli altri attraverso la pubblicazione di contenuti, sa quanto sia importante parlare la lingua dei social.

 

Parlare la lingua dei social non significa però condividere gattini che saltano o rilanciare meccanicamente articoli letti: vuol dire scegliere una propria “voce” distintiva, predisporre un piano editoriale fondato sull’equilibro fra esperienze personali e contenuti informativi, migliorare il proprio comportamento guardando le analytics e accostando sempre l’alto e il basso: se condividiamo un’informazione “seria” introduciamola con un tono più leggero, se esponiamo il nostro pensiero, non disdegnamo di caricare una foto o un’immagine di commento.

 

Il quadrato dei contenuti digitali di Wired offre una metodologia eccellente per scegliere il contenuto giusto sulla base della piattaforma digitale sulla quale pubblicarlo.

 

Si tratta di un diagramma cartesiano che ha sull’asse delle ordinate un continuum fra contenuti brevi e contenuti lunghi e sull’asse delle ascisse un continuum fra il tempo reale, dell’attualità e il cosiddetto “tempo di Internet”

 

Se partiamo dal primo quadrante (tempo di Internet + contenuto lungo) allora dobbiamo pensare a come realizzare contenuti di un sito o di un blog e pensati per Google come i glossari e i forum, i tutorial e le FAQ che mirano a sedimentarsi in Rete: se notate i siti delle compagnie assicurative noterete molti esempi di questo tipo.

 

Scendendo verso il basso e quindi accostando il “tempo di Internet” al contenuto breve troviamo i meme e le infografiche, le mappe interattive e le gif animate, le liste e le immagini arricchite che puntano a raccontare in modo incisivo un concetto e che trovano il loro ambiente ideale in ambienti come Facebook e Linkedin.

 

Il quadrato prosegue poi verso l’attualità e quando incrocia la dimensione del contenuto breve affronta la dimensione tipica di Twitter, ma più in generale anche  di Linkedin e Facebook grazie alla volontà di condividere un’esperienza con una foto o commentare una notizia con una card o un’immagine.

 

Ultimo quadrante (contenuto lungo + tempo reale) è quello adeguato ad una lettura strutturata per tablet e smartphone: Medium e Storify sono eccellenti piattaforme per creare contenuti multimediali.

 

Il quadrato di Wired termina con l’avvertenza a non avventurandosi nella “zona grigia”, una sorta di spazio centrale del diagramma dove un contenuto perde forza e quindi non riesce a conseguire la leva per poter “vincere” in un contesto dove gli algoritmi dei motori di ricerca e dei social media devono sempre più essere la leva per migliorare network e personal brand.

 

Trovate un breve video al link: https://goo.gl/t73Yng

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